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Trattamenti termici

PACD - PLASMA ASSISTED
CARBON DIFFUSION

L'impiego di acciai inossidabili austenitici legato alla richiesta di avere prodotti che posseggano un'elevata resistenza a corrosione è tipico di molti settori che vanno dalle applicazioni aeronautiche alle applicazioni petrolchimiche, dall'alimentare al biomedicale.

Da diversi anni si sta cercando di aumentare in modo significativo la resistenza ad usura di questi materiali, ricorrendo a trattamenti termochimici quali la nitrurazione ionica, che grazie alla capacità del plasma di rompere il film di ossido protettivo che inibirebbe altrimenti la reattività della superficie del materiale a qualunque tentativo di indurimento, riesce a promuovere una diffusione di azoto all'interno del reticolo cristallino dell'acciaio aumentando significativamente la durezza del materiale base e di conseguenza la sua resistenza ad usura.

Le caratteristiche del processo di nitrurazione sono però tali che, favorendo fenomeni diffusivi dell'azoto si può causare la formazione di nitruri di Cromo che, seppur promuovendo la maggior resistenza ad usura del materiale, hanno un effetto marcato di diminuzione della resistenza a corrosione dell'acciaio trattato a causa della minore quantità di Cromo disponibile alla passivazione.

Per cercare di superare questa limitazione Vacuum ha sviluppato un processo PACD (Plasma Assisted Carbon Diffusion) di indurimento in plasma a bassa temperatura (intorno ai 300°C) basato sulla diffusione del Carbonio nella struttura reticolare dell'austenite in condizioni di sovra-saturazione, che garantisse un indurimento superficiale limitando la perdita della resistenza a corrosione del materiale base.

Sviluppato in Vacuum, il trattamento PACD (Plasma Assisted Carbon Diffusion), raggiunge precisamente tali obiettivi.

Con questo processo si ottiene un incremento della durezza superficiale grazie alla distorsione reticolare del reticolo cubico austenitico, senza tuttavia promuovere la formazione di carburi di Cromo. La conseguenza è un significativo incremento della durezza superficiale (fino a 1000 HV0.05 per l'AISI 304, oltre i 1100 HV0.05 per l'AISI 316) mantenendo una discreta resistenza alla corrosione.

Si tratta di un trattamento diffusivo e non di un rivestimento, per cui non ci sono rischi di sfogliamento.
Lo spessore tipico della zona indurita si attesta intorno ai 20 um, e non si evidenziano carburi precipitati, motivo per cui la resistenza a corrosione del materiale in questo caso non viene pregiudicata.

VANTAGGI:

  • Incremento durezza superficiale;
  • Maggiore resistenza alla corrosione.
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